Sigillo VA 243

Nibiru è un ipotetico pianeta del Sistema Solare la cui esistenza è stata postulata dallo scrittore Zecharia Sitchin sulla base delle sue interpretazioni degli antichi testi sumeri. Si tratterebbe di un pianeta gigante roccioso che impiega 3.600 anni per una rivoluzione intorno al Sole, e soprattutto sarebbe la patria di una razza aliena, gli Anunnaki, i quali avrebbero creato l’umanità mediante una sorta di mutazione genetica forzata e sarebbero quindi divenuti le prime divinità mesopotamiche.
Secondo l'interpretazione di Sitchin riguardo alcuni passi dell’Enuma-Elish, un poema in lingua accadica che tratta principalmente della creazione del mondo, questo pianeta era chiamato Nibiru dai sumeri e Marduk dai babilonesi, ed avrebbe rivestito un ruolo chiave nella ipotetica modificazione della struttura primigenia del Sistema Solare. Questo corpo celeste apparterrebbe al nostro Sistema Solare, ma la sua orbita risulterebbe assai diversa da quella classica degli altri pianeti conosciuti: fortemente ellittica, alquanto inclinata rispetto al piano dell’eclittica, e retrograda rispetto a quelle di tutti gli altri pianeti del Sistema, ossia Nibiru ruoterebbe intorno al Sole in senso opposto a quello di ogni altro pianeta.


In base ad altre interpretazioni, Nibiru sarebbe un pianeta “invasore” proveniente dallo spazio profondo e catturato dalla forza gravitazionale del Sole in un non ben specificato passato.
Secondo alcune teorie catastrofiste, proprio a causa di questa sua particolarissima orbita, il 21 dicembre 2012 Nibiru avrebbe incrociato l'orbita della Terra ed i suoi potenti poli magnetici avrebbero causato una catastrofe a livello globale con spaventosi terremoti, maremoti e tremende eruzioni vulcaniche. Da notare che questa storia si era unite alle presunte profezie dei Maya che per quella data vedevano la fine del loro calendario, il “Lungo computo” che sarebbe coincisa con la fine del mondo così come lo conosciamo.
Ovviamente è superfluo specificare che nel 2012 nulla di tutto questo si è verificato e di Nibiru non vi è stata alcuna traccia.


A prescindere dall’evidenza che se un pianeta di queste dimensioni fosse stato davvero in fase di avvicinamento al nostro pianeta se ne sarebbero avvertiti gli effetti gravitazionali già qualche centinaio di anni fa, è bene precisare che per l'astronomia l'esistenza di Nibiru è scientificamente impossibile, poiché la sola ipotesi della sua esistenza viola leggi astronomiche dimostrate.
Ad esempio, le orbite attuali dei pianeti "interni", Terra compresa, del sistema solare sono troppo stabili e non presentano anomalie, anche minime, in grado di supportare tale ipotesi. In base alle teorie di Sitchin, l'ipotetico pianeta dovrebbe avere una massa da 2 a 5 volte quella della Terra ed essere lontano dal Sole da 50 a 100 unità astronomiche.
Sino ad oggi nessun corpo celeste di tali dimensioni si è rivelato oltre l'orbita di Plutone, inoltre si è dimostrato che le perturbazioni sulle orbite dei pianeti esterni rilevate in passato, possono essere derivate in parte da errori di calcolo o da margini di imprecisione degli strumenti.
Le orbite planetarie sono perfettamente conosciute e soprattutto, molto stabili: non ci sono anomalie gravitazionali tali da giustificare la possibile presenza di un gigantesco oggetto celeste sconosciuto e per giunta con un’orbita così inclinata sul piano dell’eclittica. Tutte le piccolissime anomalie che si registrano sono perfettamente spiegabili con le attuali tecnologie e conoscenze e nulla fa supporre la presenza di altri pianeti.


È altresì evidente che gli asteroidi perturbati dall’incombente Nibiru non sarebbero solamente quelli collocati sulla sua traiettoria, ma anche gli altri posti ai lati di questi. Se, come si ritiene, Nibiru si muovesse su di un piano inclinato rispetto all’eclittica, tali pianetini abbandonerebbero il loro piano orbitale per dirigersi verso il gigante, e buona parte di questi, per inerzie varie, finirebbe con lo schivarlo.
Questi pianetini si troverebbero così ad orbitare su piani assai diversi dall’originale ed inclinati con varie angolazioni.
Questi passaggi ad intervalli di 3600 anni, reiterati nell’arco di milioni e milioni di anni dovrebbero aver generato una distribuzione di asteroidi su orbite variamente collocate sulla volta celeste ed aver praticamente smembrato, o quantomeno profondamente sconvolto, la fascia di asteroidi tra Marte e Giove.
Però il 95% degli oltre 341000 pianetini noti (dati di Settembre 2006) sono disposti ordinatamente intorno al Sole, su un medesimo piano orbitale, infatti non per nulla si parla di anello asteroidale, che costituisce la cosiddetta Fascia Principale.


Ve ne sono alcune centinaia che se ne discostano (gli Amor, gli Apollo, i Troiani), primariamente assumendo ellissi piuttosto allungate, o, come nel caso dei Troiani, muovendosi sulla stessa orbita di Giove; ma, in ciascun caso, il loro allontanamento dalla Fascia Principale è chiaramente da imputare alle influenze gravitazionali di Giove oppure agli urti tra gli asteroidi stessi. E, in effetti, la quasi totalità di essi si muove su piani orbitali di poco discostati da quello dell’anello principale (± 15°).
Se un pianeta invasore come Nibiru transitasse periodicamente tra Marte e Giove, di sassi spaziali ne avrebbe smossi e ne smuoverebbe infinitamente di più; e parecchi di questi finirebbero con lo spostarsi anch’essi su orbite retrograde. Si conoscono solo otto pianetini del genere: una percentuale irrisoria.
A questo punto, la conclusione è abbastanza scontata e qualsiasi astronomo o anche astrofilo con un minimo di conoscenze di meccanica celeste la sottoscriverebbe: non esiste alcun pianeta invasore.
Inoltre su un pianeta di questo tipo, che per la maggior parte del tempo orbita ad una distanza dal Sole maggiore di quella di Plutone, sarebbe molto difficile che si sviluppasse una sia pur semplice forma di vita a causa della prolungata mancanza di luce e di calore, anche ammesso che il suo nucleo produca energia termica.
Ovviamente quanto esposto non esclude a priori l’esistenza di corpi planetari fuori dalla norma nel Sistema Solare: può darsi che un pianeta con un’orbita ed un inclinazione orbitale atipica esista realmente, anche se al momento non ve ne è alcuna evidenza. Tuttavia in caso affermativo i parametri orbitali sarebbero alquanto diversi da quelli di Nibiru e non si potrebbe neppure affermare che Sitchin in realtà possa essersi riferito a tale oggetto perché sarebbe sostanzialmente molto diverso dalle sue descrizioni, proprio per la questione delle alterazioni della fascia degli asteroidi.
Senza considerare che in ogni caso sussisterebbero i medesimi problemi di abitabilità rilevati per Nibiru.

Fonte: CEIFAN
10/01/15

2 commenti:

Daniele Lapenna ha detto...

Infatti la teoria vacilla, e crederci ciecamente porta a trarre delle conclusioni errate.

Invero l' uomo non conosce tutte le leggi che regolano l' universo, e quindi non possiamo escludere a priori che esistano varchi temporali che possano far viaggiare pianeti, o "forze strane" che spingano i pianeti e le stelle, e quindi comunque sia non ci metterei la mano sul fuoco né della teoria di Sitchin ( che ha comunque fatto un gran lavoro sinché era in vita ) né di chi dice il contrario.

La mia teoria è che, se veramente è esistito Nibiru, e fosse stato un pianeta, era molto piccolo, e quando si scontrò con la Terra, di lui, rimase solo un piccolo pezzo: la Luna ( o Marte ).

Ciao a te e complimenti bel il bel blog!

Admin ha detto...

Grazie a te per i complimenti e mi raccomando continua a seguirmi!