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07/02/18

La misteriosa palla di fuoco sugli USA del 2 settembre 2014

Il 2 settembre 2014, verso le 22:30, oltre trenta persone dal New Mexico al Montana hanno riferito di aver visto una palla infuocata che sfrecciava attraverso il cielo, per poi dividersi in tre parti con strisce arancioni e rosse che le seguivano. L'American Meteor Society ha esaminato le varie testimonianze ed ha suggerito che la palla di fuoco poteva essere un satellite spia russo che precipitava e bruciava nell'atmosfera. 
Il 9 settembre, il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov ha rilasciato questa dichiarazione: "Si può solo supporre che i rappresentanti della cosiddetta American Meteor Society fossero presenti quando hanno identificato un fenomeno luminescente in alto nel cielo come un satellite militare russo."

Un satellite russo della stessa classe del Kosmos 2495

Si tratta forse della classica "coda di paglia"?
Infatti quello che in realtà aveva affermato Mike Hankey, direttore operativo della American Meteor Society, era che gli oggetti si muovevano troppo lentamente per essere frammenti di meteoriti e che alcuni erano abbastanza grandi da apparire sul radar meteorologico del Wyoming. Invece il Comando Strategico degli Stati Uniti (USSTRATCOM) il 3 settembre aveva riferito che l'oggetto era il satellite spia russo Kosmos 2495 che era rientrato nell'atmosfera ed era stato ufficialmente rimosso dal catalogo satellitare degli Stati Uniti come oggetto dismesso.

Le traiettorie degli oggetti avvistati il 2 settembre 2014

Charles Vick, un analista aerospaziale, tramite il sito Web di informazioni militari Globalsecurity.org afferma che il Kosmos 2495 è stato lanciato nel  maggio 2014 per eseguire operazioni di ricognizione e riportare i filmati così ottenuti sulla Terra. 
Filmati di cosa? 
"Il satellite è stato avvistato sul New Mexico quindi non è difficile capire cosa", dice John Pike, direttore di Globalsecurity.org: "Tutti gli schieramenti di aerei, navi e carri armati, le fabbriche, le nuove strutture di intelligence, insomma tutta questa roba."
Tuttavia l'Aerospace Defence Forces (ADF), il gruppo russo responsabile della difesa aerea e spaziale, ha respinto le voci dei media statunitensi su un satellite militare russo che sarebbe esploso sopra gli Stati Uniti. "Il satellite Kosmos 2495 funziona normalmente ed è costantemente monitorato dalle forze di difesa aerospaziali russe", ha dichiarato il generale russo Igor Konashenkov, portavoce del ministero, secondo quanto riporta l'agenzia RIA Novosti.

Il rientro in atmosfera del Kosmos 2495

Ed infine c'è una strana storia, riportata da un certo Sorcha Faal sul sito WhatDoesItMean.com, il cui titolo è già tutto un programma "Satellite russo distrugge UFO nazista sul Colorado.". 
Secondo tale racconto le Forze di Difesa Aerospaziale Russe (ADF) avrebbero diramato un rapporto che affermava che il satellite Kosmos 2495, mentre stava eseguendo le sue "manovre di routine" per un rientro controllato a Orenburg Oblast in data 3 settembre, avrebbe incrociato sopra lo Stato americano del Colorado un "veicolo spaziale triangolare su orbita terrestre bassa" provvisto di contrassegni simili alle rune di tipo nazista, che successivamente sarebbe stato distrutto dai sistemi di "contromisura" del satellite russo.

Presunto UFO di forma triangolare

Ovviamente questa storia è talmente fantasiosa  e priva di qualsivoglia riscontro anche per essere solo lontanamente tenuta in considerazione. 
Oltretutto l'autore non sembra essere proprio il massimo dell'affidabilità, infatti secondo RationalWiki: "Sorcha Faal è il presunto autore di una serie ininterrotta di 'reportage' pubblicati sul sito WhatDoesItMean.com, la cui qualità è tale che i fautori della teoria del complotto non lo tengono in alcuna considerazione. C'è un'alta probabilità che Sorcha Faal sia in realtà David Booth, il proprietario del sito web o qualcuno che collabora con lui.".
Ricapitolando però i conti non tornano, infatti:
  • secondo l'American Meteor Society la misteriosa palla di fuoco non poteva essere un meteorite perché i frammenti si muovevano troppo lentamente
  • secondo l'Aerospace Defence Forces (ADF) non poteva essere il Kosmos 2495 perché affermano che il satellite è ancora in orbita e perfettamente funzionante

Ma allora di cosa si trattava ?
E chi sta mentendo in tutta questa storia?



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05/08/16

Potremmo essere facilmente tracciati tramite il livello di carica della batteria del nostro cellulare

Diciamolo chiaramente: nonostante il fatto che noi tutti archiviamo nel nostro telefonino cellulare una grande quantità di dati personali sensibili, i dispositivi mobili sono tra le tecnologie di comunicazione meno sicure. E' ampiamente documentato come alcune agenzie di intelligence o gli hacker siano in grado di monitorare i dati e i servizi GPS del telefono cellulare, adesso però emerge un nuovo rapporto della Princeton University che è destinato ad allarmare, e non poco, i garanti della privacy. Secondo questa recente ricerca, i sistemi che indicano lo stato della batteria dei cellulari potrebbero essere utilizzati per spiare gli stessi.

La privacy dei dati è diventata ormai un tema centrale della nostra società

Questo nuovo exploit della privacy deriva dal rilascio, avvenuto nel 2015, di un'interfaccia di programmazione delle applicazioni HTML5 (API) che ha dato agli sviluppatori web la possibilità di monitorare lo stato della batteria di visitatori di siti web e di utenti di applicazioni web-based. Lo scopo di questa nuova interfaccia era quello di permettere agli sviluppatori di creare una versione a "basso livello di carica" delle loro pagine web allo scopo di aiutare gli utenti con i telefonini con la batteria scarica. Tuttavia i ricercatori hanno scoperto che questo codice potrebbe essere utilizzato per raccogliere informazioni personali dagli utenti dei dispositivi mobili.
Le API lavorano raccogliendo i dati degli indicatori di durata della batteria del cellulare. Ogni dispositivo è in grado di misurare tre diversi parametri sulla durata residua della batteria: la percentuale di carica residua, i secondi rimanenti sulla batteria e i secondi necessari per una carica completa se collegato a un caricabatterie. La combinazione di questi tre parametri forma un insieme di circa 14 milioni di combinazioni uniche, che equivale a dire che lo stato della batteria di qualsiasi telefonino può essere usato come un identificatore quasi univoco.

Applicazioni come Pokémon Go possono contribuire ad identificare univocamente un cellulare tramite il livello di carica della propria batteria

Gli autori dello studio di Princeton hanno visitato vari siti web utilizzando un apposito browser che ha permesso loro di individuare e monitorare eventuali siti o applicazioni che stavano tracciando i loro dati. Hanno individuato due script specifici che utilizzavano l'indicatore di durata della batteria per monitorare i loro dati personali ed assegnare al loro dispositivo un'unica "impronta digitale".
Il primo script, https://go.lynxbroker.de/eat_heartbeat.js, rileva il livello di carica attuale del dispositivo e lo combina con diverse altre caratteristiche di identificazione. Queste funzionalità includono la canvas fingerprint e l'indirizzo IP dell'utente. Il secondo script, http://js.ad-score.com/score.min.js, interroga tutte le proprietà dell'interfaccia BatteryManager, recuperando lo stato di carica corrente, il livello di carica ed il tempo rimanente per scaricare o ricaricare il dispositivo. Come per lo script precedente, queste caratteristiche si combinano con altri elementi di identificazione utilizzati individuare univocamente un dispositivo.
Una volta che "l'impronta digitale" del dispositivo è stata presa, il suo traffico può essere monitorato attraverso diverse piattaforme. Secondo Lukasz Olejnik, consulente sulla sicurezza delle informazioni, l'indicatore della batteria potrebbe anche essere una fonte di profitto per i siti web in futuro: "Alcune aziende potrebbero contemplare la possibilità di monetizzare l'accesso al livello di carica della batteria. Infatti quando la batteria sta per esaurirsi le persone potrebbero essere portate a prendere decisioni diverse da quelle che prenderebbero in una situazione normale. In tali circostanze, gli utenti potrebbero essere d'accordo a pagare di più per un determinato servizio."

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04/05/16


Per più di trent'anni, sotto il regno di Luigi XIV, un misterioso prigioniero mascherato conosciuto solo come "Eustache Dauger" è stato incarcerato prima nella fortezza di Pinerolo ed in seguito nella Bastiglia. E' morto nel 1703 portando con sè il proprio segreto, ma le speculazioni sulla sua identità sono aumentate negli anni successivi.
La leggenda della Maschera di Ferro è stata creata da Voltaire, oltre ad essere un grande filosofo, scrittore, poeta e drammaturgo era anche un burlone, che sosteneva che l'uomo dietro la maschera di ferro (in realtà probabilmente era fatta di velluto nero) fosse addirittura il fratello non riconosciuto di re Luigi XIV. Questa ipotesi sarà ripresa da Alexandre Dumas nella saga dei Tre Moschettieri, infatti la Maschera di Ferro è protagonista nel romanzo "Il visconte di Bragelonne", dal quale poi sono scaturiti vari adattamenti cinematografici, tra i quali il famoso film "La maschera di ferro" (The Man in the Iron Mask) con Leonardo DiCaprio.


La reporter di io9 Esther Inglis-Arkell ha recentemente pubblicato quella che sembra essere la teoria più plausibile e cioè che l'uomo dalla maschera di ferro era in realtà un generale francese caduto in disgrazia di nome Vivien de Bulonde. 


Egli nel 1691 avrebbe abbandonato l'assedio di Cuneo, insieme al proprio equipaggiamento ed ai suoi soldati feriti, in previsione dell'arrivo di inesistenti rinforzi nemici. Questa teoria si basa sugli studi di Etienne Bazieres (1846-1931), esperto di crittografia militare, che era riuscito a decodificare una lettera di Francois de Louvois ministro della guerra di Luigi XIV, in precedenza mai decifrata, che recita:
"Sua Maestà  conosce meglio di chiunque altro le conseguenze di quest'atto (Bulonde era scappato ignorando l'ordine di tenere le posizioni a Cuneo e conseguentemente avevano perso la battaglia) e sa quanto gravi siano i danni arrecati alla nostra causa dalla mancata conquista di quel luogo (Cuneo), un insuccesso cui si dovrà  rimediare durante l'inverno. Sua Maestà  desidera che arrestiate subito il generale Bulonde e lo facciate condurre alla fortezza di Pinerolo, dove di notte resterà  chiuso in una cella sorvegliata, mentre di giorno potrà  passeggiare sui bastioni indossando una maschera".
Le analogie sono evidenti: sia Bulonde che la Maschera di Ferro sono stati detenuti nella fortezza di Pinerolo e sono stati arrestati subito dopo l'assedio di Cuneo.
La Maschera di Ferro potrebbe essere stato qualcun altro? 
Forse, ma sino a quando non sarà eseguita la prova del DNA sul misterioso prigioniero mascherato, la cui tomba è contrassegnata solo con il nome "Mathioly", l'ipotesi più accreditata è che si tratti proprio di Vivien de Bulonde.

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22/03/16


L'Islanda è stata spesso indicata come un modello da seguire non solo per aver votato e scritto una nuova costituzione con l'aiuto di internet, ma anche perché è molto diffusa la leggenda che l'Islanda abbia deciso di non ripagare il suo debito pubblico. Oggi la crisi in Islanda sembra essere passata e l'economia è tornata a crescere. Se a questo si unisce che i politici ritenuti responsabili della crisi sono finiti sotto processo, l'Islanda appare come il miglior esempio da seguire per l'Italia.
Le cose però non stanno esattamente così. Il primo motivo è che è piuttosto difficile immaginare due paesi più distanti tra loro: l'Italia con più di 60 milioni di abitanti e l'Islanda, invece, con una popolazione più o meno pari a quella di Verona, circa 300 mila abitanti. Con un termine tecnico, l'Islanda è un paese non “sistemico”, che può compiere scelte anche molto azzardate senza che queste abbiano gravi conseguenze di portata planetaria. Ma non c'è solo questo: anche la ricostruzione della crisi in Islanda che viene diffusa più spesso è profondamente scorretta.


La crisi in Islanda iniziò nel 2008 quando, appena esplosa la vicenda di Lehman Brothers, le uniche tre banche del paese fallirono una dopo l'altra e furono nazionalizzate. I debiti della banche divennero parte del debito pubblico che di conseguenza aumentò di oltre l'80% in poche settimane. Questo choc causò un crollo del valore della moneta nazionale e una gravissima recessione.
Subito dopo l'inizio della crisi, nell'ottobre del 2008, l'Islanda chiese l'aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che aprì immediatamente una linea di credito all'Islanda, prestando al paese 2 miliardi di dollari. Per concedere quei prestiti, l'FMI chiese l'adozione di tutta una serie di misure a cui non solo l'Islanda si adeguò, ma che portò a termine così bene che riuscì a restituire il prestito con nove mesi di anticipo, divenendo una specie di allieva modello del Fondo Monetario Internazionale.


La leggenda del virtuoso default dell'Islanda deriva da un episodio che in realtà sembrerebbe molto più degno di biasimo che di merito. Una delle tre banche nazionalizzate dal governo, la Landsbanki, aveva tra i suoi fondi anche un fondo pensione chiamato Icesave. Con il collasso della Landsbanki cominciò un caso diplomatico e legale estremamente complicato che non si è ancora concluso. In sostanza: all'interno di Icesave avevano depositato i contributi per la loro pensione più di 120 mila cittadini inglesi ed olandesi per un totale di 1,7 miliardi di depositi.
La disputa verteva sullo stabilire quanti di quei soldi il governo islandese, che ora controllava Icesave, avrebbe dovuto ridare ai futuri pensionati inglesi e olandesi. Gli accordi ottenuti nel 2010 e 2011 tra i tre governi per restituire il denaro, in diverse forme e tutte molto complicate, furono tutti bocciati nel corso di due referendum, uno nel 2010 e l'altro nel 2011.

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29/12/15


L'otto giugno del 1967, Israele attaccò la nave da guerra americana USS Liberty in acque internazionali, con l'intento di affondarla.
In precedenza i jet israeliani avevano sorvolato la nave nell'arco di circa otto ore, effettuando nove sorvoli ed avvicinandosi ad una distanza di 60 metri, sufficiente affinché i piloti israeliani ed i marinai americani potessero vedersi a vicenda.
Ma gli israeliani attaccarono con jet Mirage da combattimento, siluri e napalm. La USS Liberty subì perdite per circa il 70%, con 34 morti e 174 feriti.


L'attacco israeliano durò in totale due ore. Il solo attacco aereo durò 25 minuti, e fu composto da 30 sorvoli compiuti da 12 aerei diversi che colpirono la nave con napalm, razzi e cannoni da 30 mm. Le incursioni lasciarono 821 fori nella nave.
Dopo i caccia, fu la volta di tre motosiluranti che colpirono la nave lasciando un foro di 12 metri di diametro nella chiglia per poi mitragliare i pompieri ed i barellieri che erano accorsi nel tentativo di salvare l'equipaggio. Alla fine sullo scafo della USS Liberty si contarono più di 3.000 fori di proiettili di mitragliatrice.
Quando si pensava che l'attacco fosse terminato, furono calate in mare tre scialuppe di salvataggio per trasportare i feriti più gravi. Le torpediniere israeliane invece ritornarono e mitragliarono le scialuppe a distanza ravvicinata. Subito dopo si avvicinarono di due grandi elicotteri d'assalto dell'esercito israeliano che sorvolarono la nave per alcuni minuti e poi andarono via senza mai effettuare alcun tentativo di comunicazione con l'equipaggio.


Molto probabilmente si è trattato di un tentativo di trascinare gli Stati Uniti nella guerra dei Sei Giorni.
Gli israeliani infatti sapevano benissimo che si trattava di una nave americana, essi hanno deliberatamente cercato di affondarla allo scopo di incolpare gli egiziani, come emerge dai seguenti elementi:
  1. La USS Liberty aveva una enorme bandiera degli Stati Uniti nuova di zecca delle dimensioni di 1,5 x 2,5 metri; date le favorevoli condizioni meteo era impossibile non vederla. Dopo che la prima bandiera era stata distrutta dalle incursioni aeree, l'equipaggio l'aveva sostituita con una altra di dimensioni maggiori (2 x 4 metri) che era rimasta a sventolare per tutta la durata dell'attacco.

  2. La USS Liberty aveva un profilo unico e non somigliava ad alcuna altra nave, poiché era dotata delle antenne radar più grandi del mondo per una nave.

  3. Era contraddistinta da numerazione e colori tipicamente americani.

  4. I piloti israeliani avevano messo fuori uso i sistemi di comunicazione della nave ed in particolare il segnale radio di emergenza che viaggiava su una frequenza utilizzata unicamente dalle navi della VI Flotta, alla quale essa apparteneva.

  5. Durante l'attacco gli israeliani hanno utilizzato aerei e torpediniere privi di contrassegni.

  6. Recentemente sono state declassificate trascrizioni di comunicazioni radiofoniche tra le forze israeliane di attacco ed il controllo di terra che dimostrano che, per almeno tre volte, un pilota di caccia ha identificato la nave come americana ed ha chiesto se il controllo di terra era sicuro che doveva attaccare. Il controllo di terra ha sempre risposto di sì: doveva attaccare la nave.

  7. Le torpediniere israeliane avevano sistematicamente distrutto le scialuppe di salvataggio della USS Liberty non appena venivano calate in mare (si tratta di un crimine di guerra).

  8. L'unica ragione per cui gli israeliani non affondarono la nave ed uccisero tutto il suo equipaggio è perché un marinaio riuscì a riparare una delle antenne, prendendosi alcuni proiettili per questo, permettendo così l'invio di un SOS alle altre navi della VI Flotta.

  9. In seguito gli israeliani affermarono di aver scambiato la USS Liberty per la nave egiziana El Quseir. Tuttavia la El Quseir in quei giorni si trovava fuori servizio nel porto di Alessandria, inoltre era quattro volte più piccola della Liberty con la quale praticamente non aveva alcuna somiglianza.

  10. Il presidente americano Lyndon Johnson riteneva che l'attacco fosse stato intenzionale e fece trapelare questa sua opinione al giornale Newsweek.
Anche altre figure americane di alto livello sono della stessa opinione:

"Non sono mai stato soddisfatto della spiegazione israeliana .... Attraverso i canali diplomatici ci siamo rifiutati di accettare le loro spiegazioni. Io non gli ho creduto allora, e non gli credo neanche oggi. L'attacco è stato scandaloso." (Dean Rusk, Segretario di Stato americano)

"Le autorità israeliane hanno successivamente chiesto scusa per l'incidente, ma pochi a Washington potevano credere che la nave non era stata identificata come un vascello americano .... Devo ancora capire perché si è ritenuto necessario attaccare questa nave e chi ha ordinato l'attacco. " (Richard Helms, capo della C.I.A.)

"Ci sono prove convincenti che l'attacco di Israele era un tentativo deliberato di distruggere una nave americana e uccidere il suo intero equipaggio." (Ammiraglio Thomas Moorer, comandante delle Naval Operations ed in seguito Presidente del Joint Chiefs of Staff)

Nel 2003 l'Ammiraglio Thomas H. Moorer, ex presidente del Joint Chiefs of Staff, ha presieduto un'indagine non governativa sull'attacco alla USS Liberty.  
La commissione, che comprendeva il Generale dei Marines Raymond G. Davis, il Controammiraglio Merlin Staring, l'ex Giudice Avvocato Generale della Marina, ed ex ambasciatore degli Stati Uniti in Arabia Saudita James E. Akins, ha ritenuto Israele colpevole ed ha suggerito diverse teorie per le sue eventuali motivazioni, compresa quella di attribuire l'azione all'Egitto e trascinare così gli Stati Uniti nella guerra dei Sei Giorni.
Infatti il presidente Lyndon Johnson aveva inviato aerei da combattimento dotati di armi nucleari e pronti a sganciare bombe atomiche sul Cairo, la capitale dell'Egitto. Gli arei furono richiamati solo all'ultimo minuto, quando Johnson si rese conto che a sparare sulla USS Liberty erano stati gli israeliani e non gli egiziani.

I seguenti filmati in lingua inglese presentano interviste con l'equipaggio della USS Liberty che spiegano di come si sia trattato di un attacco false flag fallito.





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17/12/15

Il fabbro Trenton Tye all'opera

Un fabbro verifica la dichiarazione che "il carburante degli aerei non può fondere travi di acciaio".
In un video diventato subito virale e che ha raccolto più di due milioni di visite in un solo giorno, il fabbro Trenton Tye esordisce: "ho interrotto mie faccende per cercare di confutare una delle cose più stupide che ho visto su internet di recente."


Tye spiega che la tesi complottista afferma che il carburante per aerei prende fuoco a 815 gradi Celsius, mentre il punto di fusione dell'acciaio è a 1.480 gradi. Questo argomento è stato ampiamente utilizzato per mettere in discussione la versione ufficiale del crollo delle torri gemelle di New York, causato dall'impatto dei due arei negli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001.
Il fabbro mostra una barra d'acciaio, riscaldata a 980 gradi, che pur non essendo fusa, perde sostanzialmente la propria integrità strutturale.
"Guarda, è una tagliatella, diamine! Il tuo ragionamento non è valido" esclama prima di buttare giù la barra.
Tuttavia, la rivista Popular Mechanics afferma che, anche se lo dimostrazione di Tye è stata divertente, essa non è del tutto precisa.
Segnala la rivista: "Ha affermato di aver riscaldato la barra d'acciaio sino a poche centinaia di gradi sopra la temperatura di infiammabilità del carburante, ma non ha precisato quanto tempo la barra è rimasta sulla fucina e neppure ha esibito prove sulla sua reale temperatura".

Fonte: RT
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19/11/15


I cinque maggiori detentori stranieri del debito degli Stati Uniti, tra cui la Cina, il Giappone, le società offshore dei Caraibi, l'OPEC e il Brasile, hanno venduto attivamente le loro quote nel mese di settembre. E' quanto emerge da uno studio del dipartimento del Tesoro statunitense e della Federal Reserve (Fed).
Il documento pubblicato dal dipartimento del Tesoro statunitense indica che nel mese di settembre la Cina ha ritirato un importo pari a 12.500 milioni di dollari, il Giappone 19.900 milioni di dollari, le società offshore dei Caraibi 7.200 milioni, l'OPEC 1.900 milioni ed infine il Brasile 3.700 milioni.
Inoltre, secondo Interfax, nello stesso periodo la Russia ha venduto quote per circa 800 milioni di dollari e possiede ancora un valore di 89.100 milioni in obbligazioni.
Sempre nel mese di settembre, a questi venditori si sono aggiunti il Regno Unito (8.900 milioni di dollari) e l'India (2.100 milioni di dollari).
Tuttavia, la Cina rimane il più grande detentore straniero del debito degli Stati Uniti, nonostante queste ultime vendite detiene ancora un valore di 1.258 miliardi di dollari in obbligazioni.

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02/11/15

E' allarme UFO all'aeroporto internazionale di Nuova Delhi

Le agenzie di sicurezza dell'Aeroporto Internazionale Indira Gandhi (IGI) di New Delhi sono in stato di massima allerta. Il motivo non è una minaccia terroristica ma oggetti volanti non identificati (UFO).
Secondo Hindustan Times, alcuni UFO sono stati avvistati sopra l'aeroporto di Delhi. Venerdì 30 ottobre 2015, il Controllore del Traffico Aereo (ATC) dell'aeroporto di Nuova Delhi ha sostenuto di aver osservato degli UFO per ben tre volte nell'arco della mattinata, dentro ed intorno all'aeroporto.
La Indian Air Force ha anche fatto alzare in volo un elicottero per intercettare l'UFO, senza però trovare nulla. Martedì scorso anche l'ATC aveva avvistato un oggetto volante, probabilmente un drone, sopra la pista. Ancora una volta, però, gli oggetti sembravano sparire magicamente quando si cercava di trovarli.

UFO avvistato nell'estate 2015 a Kunpur, in India

Ma non è solo l'ATC ad essere in allerta. La sera di mercoledì 28 ottobre il pilota di un volo Air Vistara partito da Bhubaneswar si era lamentato di essere stato quasi accecato da un raggio laser durante l'atterraggio sulla pista 29, mettendo a repentaglio la vita di centinaia di passeggeri. Il pilota ha affermato che si trovava a circa 11 chilometri dalla pista quando ha visto il raggio laser, che ha rischiato di accecarlo.
Se è stata una o più persone a compiere questo atto, si tratta di qualcosa di illegale. La polizia di Delhi ha infatti vietato a chiunque l'uso di raggi laser nelle zone adiacenti all'aeroporto.
Venerdì scorso, gli oggetti volanti sono stati notati da un ufficiale dell'aeronautica, dice ancora il rapporto di HT.


"Un membro della Indian Air Force (IAF) in servizio alla torre di controllo dell'aeroporto di Delhi, alle 10:44 di venerdì, ha prima notato un oggetto volante sopra la pista 27/09, la più piccola pista dell'aeroporto di Delhi. Ha poi riferito di altri due oggetti avvistati alle 10:50 ed alle 10:55, mentre volavano al di fuori della zona aeroportuale. Martedì scorso, un personale ATC aveva sostenuto di avere avvistato un oggetto simile ad un drone, ma non aveva alcuna prova per sostenere la sua affermazione. Anche questa volta non abbiamo alcuna prova. Questo è allarmante.", ha detto un funzionario dell'aeroporto ad HT.

UFO avvistato a Nuova Delhi il 28 aprile 2014

C'è stata una riunione d'emergenza tra l'Intelligence Bureau (IB), la Central Industrial Security Force (CISF), Ufficio per la Sicurezza dell'Aviazione Civile e la polizia di Nuova Delhi durante la quale è stato chiesto all'aeronautica militare indiana (IAF) di mantenere un elevato stato d'allerta su possibili minacce aeree.
La IAF è stata autorizzata ad abbattere eventuali oggetti ritenuti sospetti. Alla CISF, che gestisce la sicurezza negli aeroporti, è stato chiesto di tenere sotto controllo lo spazio aereo.
"Anche il radar ATC non ha potuto individuare nulla martedì. Venerdì scorso, alcuni membri del personale hanno affermato che il radar aveva individuato un oggetto volante. Ma più tardi non abbiamo trovato alcuna prova. Nessuno è sicuro di ciò che sta accadendo. Ma abbiamo messo tutti in allerta poiché non vogliamo correre rischi, soprattutto con il via vai di personaggi di spicco a causa dell'India-Africa Forum Summit", ha aggiunto il funzionario.

Fonte
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29/10/15

Israele potrebbe creare un false flag con armi atomiche per screditare l'Iran

Secondo Steven D. Kelley, un ex appaltatore della CIA e della NSA, Israele starebbe testando nel deserto bombe nucleari sporche che potrebbero essere utilizzate in un attacco "false flag" contro gli Stati Uniti allo scopo di coinvolgere l'Iran.
"Bisogna chiedersi se [gli israeliani] ritengono che il tempo per creare un 'Grande Israele' stia scadendo, e che il parere dell'opinione pubblica nei suoi confronti sta cambiando, come sembra ... [Così] dobbiamo essere preoccupati per un attacco false flag contro gli Stati Uniti per giustificare una rappresaglia contro l'Iran", ha detto Kelley al canale Press TV.


"Sappiamo che oggi Israele sta testando dispositivi nucleari sporchi nei propri deserti, e sappiamo anche che queste armi non hanno alcun valore strategico oltre a quello di essere usate come dispositivo terroristico in un attacco false flag. Quindi questo è un momento molto pericoloso", ha aggiunto.
Kelley ha fatto queste osservazioni dopo che l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Ron Dermer, ha chiesto ai repubblicani del Congresso di abbandonare l'accordo sul nucleare con l'Iran.

Fonte
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10/10/15

Un disegno del "microsatellite" che vogliono costruire i ricercatori russi

Un gruppo di ricercatori scettici russi vuole risolvere una controversia che dura da decenni: gli astronauti americani sono davvero andati sulla Luna ? Grazie ad un investimento collettivo i ricercatori costruiranno il “più piccolo e meno costoso possibile” satellite artificiale per scoprire le tracce dell’atterraggio sulla Luna.
Questo gruppo di ricercatori russi infatti ha lanciato con successo una campagna di finanziamento collettivo, al fine di accertare se gli astronauti americani sono effettivamente stati sulla Luna. Il progetto ha già raggiunto il suo obiettivo di raccogliere 800.000 rubli (circa 13.000 dollari) per costruire un "microsatellite" con telecamera ad alta definizione in grado di essere inviato a fotografare la superficie della Luna.
“Tutti le prove dei viaggi sulla Luna sono state presentate dall'agenzia spaziale americana, la NASA, e nessuno può verificarle”, spiegano gli autori del progetto. Così vogliono costruire il "più piccolo e meno costoso possibile" satellite per fotografare i luoghi dove sono atterrati i lander delle missioni Apollo ed il sovietico Rover.
In meno di dieci giorni dall'inizio della campagna su Internet, al progetto sono stati donati più di 1.100.000 rubli (circa 20.000 dollari).


Fonte: RT

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02/10/15

Marshenge, la Stonehenge di Marte

I cacciatori di UFO sostengono di aver fatto la scoperta più clamorosa di tutti i tempi su Marte, dopo aver individuato una "versione di Stonehenge" sul Pianeta Rosso.
A dispetto di tutti gli elementi di prova forniti dalla NASA, i cospirazionisti insistono che sul pianeta rosso è esistita in passato un'antica civiltà che è stata spazzata via da una guerra nucleare.
"Marshenge", come è stata prontamente battezzata questa ipotetica struttura, è solo l'ultima di una serie di cosiddette scoperte che annoverano strutture piramidali, “antiche statue” ed altre rovine di vario genere e che i ricercatori di alieni sostengono di aver individuato nelle immagini della superficie marziana scattate dalle sonde della NASA a partire dagli anni settanta.
Nessuna di queste scoperte però li ha entusiasmati più di questa nuova "struttura monolitica".
Infatti Scott C. Waring, autore del blog “UFO Sightings Daily”, afferma: "Si tratta di qualcosa di straordinario. E’ formato da due cerchi di pietre con un quadrato al centro."

Marshenge

Stonehenge

Egli ha anche affermato di aver scoperto strutture simili in altre immagini della NASA: "sono sempre a forma di cerchio, a volte sono formate da grandi rocce, a volte da rocce più piccole, ma sorgono sempre su piccole colline".
Da parte sua invece, lo youtuber Mister Enigma ha definito questa scoperta “pazzesca”.
In un video su Marshenge, pubblicato su YouTube, egli ha definito questa struttura: "una piattaforma perfettamente circolare con uno strano gruppo di pietre che emergono da essa".
"Sembra stranamente simile al sito che qui sulla Terra si trova a Amesbury, nel Wiltshire, noto come Stonehenge”, ha aggiunto.


Queste le dichiarazioni sensazionalistiche dei “cacciatori di alieni”. 
In realtà si tratta dell'immagine di alcune formazioni rocciose riprese sul pianeta rosso da HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment), la fotocamera installata a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter. La foto non è proprio recentissima poiché risale al 24 settembre del 2012 e solo recentemente è diventata famosa dopo la pubblicazione sul canale YouTube di Mister Enigma e sul blog di Scott C. Waring, che, a onor della cronaca, non sono esattamente il massimo dell'affidabilità.
L'immagine originale, catturata nella zona di Nilosyrtis Mensae, mostra una zona di rocce sedimentarie con processi di stratificazione. Inserita in questo contesto c'è effettivamente una formazione rocciosa che si scorge dall'alto, sopra un promontorio dalla forma circolare.

L'immagine originale, frame ESP_036684_2085

Come si può notare, si tratta di una formazione veramente curiosa.
Di seguito si può vedere l'estratto dell’immagine della zona in questione, come appare senza essere ingrandita e migliorata nel contrasto.

L'immagine originale in scala di grigi

Per dimostrare la sua presunta origine artificiale, Waring ha provato a sostenere che le pietre sono messe in una posizione non casuale, disegnando un quadrato dentro un cerchio. In realtà il disegno è una forzatura, dato che i punti di riferimento non sono univoci.

La disposizione delle pietre secondo Scott Waring

In definitiva, oltre a prendere in considerazione il classico fenomeno della pareidolia, si deve tenere conto che tali cerchi di pietra possano formarsi anche a causa di processi naturali, simili a quelli osservati anche qui sulla Terra, come il ciclo di congelamento-scongelamento del permafrost, capace di posizionare le pietre in configurazioni circolari e poligonali sui pendii più bassi.

16/06/15

Il gruppo Bilderberg ha dichiarato una guerra segreta al contante

Alcuni esperti sostengono che, nel corso della riunione in Austria, i membri del segreto e potente Club Bilderberg abbiano discusso di questioni inerenti l’abolizione del denaro contante e l’imposizione del controllo del reddito sui cittadini di tutto il mondo.
Secondo Paul Joseph Watson, analista di “Infowars”, il gruppo segreto starebbe preparando quella che si può definire una vera e propria guerra segreta al denaro contante.
Watson è convinto che i partecipanti vogliono limitare e penalizzare la circolazione del denaro fisico e attuare un controllo sul reddito di ogni persona, utilizzando una moneta digitale con il pretesto che tale misura aiuterà a prevenire il collasso economico e la fuga dei capitali.
A suo avviso, nel corso della conferenza, il Gruppo Bilderberg ha cercato il consenso per le restrizioni economiche giustificando queste misure con la necessità di fermare il finanziamento dei gruppi terroristici come lo Stato Islamico. Il gruppo ha inoltre discusso l’introduzione di nuovi controlli sulla vendita dei metalli preziosi in Europa.
"Questo, sicuramente, è il marchio della bestia ... un mondo in cui gli uomini liberi sono fuorilegge, e l’obbedienza cieca è l'unica forma accettabile di pagamento.", conclude Watson.

Fonte: RT
16.6.15 No comments » by Admin
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18/05/15

La slide che mostra il presunto alieno di Roswell

Nelle intenzioni dell'ufologo messicano Jaime Maussan il 5 maggio 2015 doveva essere una data storica: finalmente sarebbero state mostrate al mondo intero le foto degli alieni ritrovati dopo il presunto ufo-crash di Roswell nel 1947, la famosa "pistola fumante".
L'evento era stato ampiamente pubblicizzato nei mesi precedenti, tanto che in molti avevano fatto dei paragoni con il famigerato video di Ray Santilli che, guarda caso, risale esattamente a vent'anni fa. Particolare non da poco: solo per assistere alla conferenza in streaming occorreva versare 20 dollari.
Il convegno in pratica era incentrato sulla proiezione di due diapositive che mostrerebbero le immagini di una presunta creatura aliena. Queste foto sarebbero state scattate di nascosto alla fine degli anni quaranta.

L'ufologo messicano Jaime Maussan

Come affermato da Maussan, le foto effettivamente sono risultate autentiche, solo che il soggetto di quelle foto non è assolutamente un extraterrestre come si è voluto far credere.
In realtà, molti dubbi erano emersi già quando in rete era iniziata a circolare una prima immagine delle slides, fatta volutamente trapelare per evidenti questioni di marketing.
Inoltre nella foto si vede chiaramente parte di una figura femminile il cui abbigliamento difficilmente può essere riconducibile ad ambienti militari impegnati nel recupero di una entità aliena, in realtà sembra più la visitatrice di un museo che osserva una teca.

La seconda slide del presunto extraterrestre presentata alla conferenza di Maussan


Tuttavia a fugare ogni dubbio sul fatto che si trattasse di una bufala colossale è bastato analizzare la seconda slide dove è possibile leggere il contenuto della targhetta posta alla base della teca che contiene il presunto visitatore alieno.

La scritta sulla targhetta infatti riporta approssimativamente il testo seguente:

Mummia di un bambino di due anni

al momento della sepoltura il corpo era avvolto da una xxx-xxx camicia in cotone

Gli involucri di sepoltura consistevano di queste piccole coperte di cotone

Xxxxxed dal X.I. Xxxxxx, San Francisco, California.

Il ricercatore Ted Molczan suggerisce che la prima parola nell'ultima riga è "Donato", e la parola prima di "San Francisco" è "Museo" (fonte:Bad UFOs).


Un ingrandimento della targhetta posta sulla teca

La verifica di quanto sia corretta la frase decifrata arriva dalla scoperta di una nota pubblicata nel settembre 1938, Volume III, Numero 1, dal Parco Nazionale di Mesa Verde in cui è descritta la stessa mummia, ospitata presso il loro museo ed appartenente ad un bambino di due anni.
Infatti il testo estratto dalla nota, e tradotto in italiano, è il seguente:
“Recentemente il museo del parco ha ricevuto una splendida mummia quando il signor S.L. Palmer Jr. di San Francisco ha restituito quello che suo padre aveva preso dalle rovine nel 1894. La mummia è di un bambino di due anni e si trova in un ottimo stato di conservazione. Al momento della sepoltura il corpo era vestito con una camicia e tre piccole coperte di cotone. Frammenti di queste sono ancora sulla mummia.”

La nota del Parco Nazionale di Mesa Verde

Come si vede le due frasi sono molto simili (fonte: UFO of Interest).
Questo dovrebbe essere sufficiente per mettere la parola fine all’intera questione: le foto ritraggono la mummia di un bambino di due anni esposta al museo del Parco Nazionale di Mesa Verde e tutta l'operazione risulta un falso clamoroso, proprio come l'autopsia aliena di venti anni fa.
18.5.15 1 comment » by Admin
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12/05/15

La piramide di Snefru nel Dashur

Secondo quanto raccontato da Jean Pierre Jorde, un ricercatore sui fenomeni UFO, nel 1978 forze egiziane e israeliane si sarebbero scontrate per il possesso di un disco volante alieno sepolto nel deserto. La notizia sarebbe stata riportata anche dal quotidiano californiano "La Nación" ed anche da altre testate che avrebbero dato visibilità mondiale alla vicenda.
La piramide di Snefru, nel Dashur, non era stata studiata a fondo poiché si trovava in una ristretta area militare top secret. Tuttavia, nell’ambito della politica di cooperazione tra i governi egiziano e israeliano, il presidente Anwar al-Sadat, in uno scatto di generosità, aveva permesso ad un gruppo di archeologi israeliani di scavare a nord della piramide di Snefru.
A metà del Febbraio 1978, quando gli archeologi avevano raggiunto i 15 metri di profondità, trovarono sepolto un disco di circa 120 cm di diametro appoggiato su un treppiede, il cui spessore aumentava avvicinandosi al centro, e che in totale raggiungeva l’altezza di 3 metri. La sua superficie era liscia ed il materiale metallico lucido del quale era composto sembrava non essere rovinato dal tempo. All’interno della grotta che lo conteneva non furono trovati idoli o strumenti degli antichi egizi, ma tavole e apparecchiature elettroniche in perfette condizioni.
Data l'entità della scoperta, i ricercatori, dopo aver scattato numerose foto, coprirono l’oggetto con un telo e proseguirono gli scavi in attesa di istruzioni.
Le foto arrivarono al Ministero della Difesa israeliano che fece riunire un consiglio militare segreto, che decise che l’oggetto doveva essere recuperato e portato nel paese. A tale scopo fu organizzata l'operazione "Entebbe": un commando di militari scelti si sarebbe infiltrato di nascosto in territorio egiziano ed avrebbe raggiunto il sito del dispositivo.

Una foto scattata al termine della vera Operazione Entebbe in Uganda

L’operazione, pianificata in tutta fretta, si sarebbe svolta il primo marzo e avrebbe previsto anche l’uso della forza se necessario. All’operazione parteciparono tre aerei da trasporto Hércules C-130 E che trasportavano un ospedale da campo, quattro jeep e cento soldati. Fu utilizzato inoltre un Hércules C-130 H che trasportava un camion in grado di caricare la preziosa merce. Infine, per coprire l'area e garantire il successo, partecipò all'operazione anche uno squadrone di aerei F4.
Alle 13:00 gli aerei arrivarono come previsto nella zona degli scavi. Gli egiziani a loro volta, sospettando che stesse accadendo qualcosa di importante, pur senza comprendere appieno l’importanza dell’operazione, avevano inviato nella zona un piccolo contingente.
Le truppe egiziane, che non si aspettavano una simile reazione, furono attaccate da colpi di mortaio. La superiorità delle armi israeliane e la preparazione delle truppe d’élite fecero sì che gli israeliani avessero ben presto il sopravvento su un nemico che li sopravanzava di numero poiché nel frattempo gli egiziani avevano chiamato dei rinforzi.
Quando il convoglio fu in grado di abbandonare la zona, con 15 minuti di ritardo su quanto previsto, erano rimasti sul campo di fronte alla piramide di Snefru 11 membri del commando israeliano ed un numero imprecisato di soldati egiziani.
Il convoglio continuò il suo viaggio continuando a subire attacchi, all’alba c'erano ancora 800 chilometri di deserto da attraversare ed il carburante iniziava a scarseggiare. Dovette intervenire un quinto Hércules che portò rifornimenti e pezzi di ricambio consentendo al convoglio di giungere a destinazione.

Hércules C-130

Alla fine, sempre secondo il racconto di Jorde, le perdite da entrambe le parti furono ingenti e il narratore si chiede se un UFO sepolto da migliaia di anni sotto la sabbia del deserto, costruito con una tecnologia superiore alla nostra, possa giustificare un simile spargimento di sangue.
Sempre secondo Jorde gli israeliani sostenevano che occorreva mantenere il segreto sull’oggetto e sul suo contenuto poiché con quella tecnologia avrebbero sviluppato armi di straordinaria potenza e si sarebbero avvantaggiati dal punto di vista tecnologico.
Fonte: SIPSE

Nota: l’intera storia sembra la trama di un film di fantascienza di serie B e già questo fa pensare ad una bufala, tuttavia esaminando brevemente il racconto emergono molte incongruenze e dettagli davvero inverosimili.
Anzitutto le dimensioni del disco sono veramente assurde: 120 cm di diametro ed un’altezza di 3 metri, anche ammettendo che questa comprenda il treppiede, più che un disco sarebbe un fuso. In secondo luogo, appare davvero inverosimile che uno scenario di guerra con diverse decine di morti ed impiego di aerei sia passato del tutto inosservato per poi cadere nel dimenticatoio.
Inoltre una crisi di questo tipo avrebbe compromesso irrimediabilmente i rapporti tra i due paesi, mentre nella realtà nel settembre 1978 furono siglati gli accordi di Camp David.
Infine è abbastanza sospetto il nome stesso dell’operazione: Entebbe.
L’Operazione Entebbe ha avuto effettivamente luogo ed è stata condotta dalle forze armate israeliane allo scopo di liberare gli ostaggi di un dirottamento aereo eseguito da terroristi palestinesi. Si è svolta nella notte tra il 3 luglio ed il 4 luglio 1976 nell’aeroporto dell’omonima città ugandese ed ovviamente non ha nulla a che fare, sia dal punto di vista temporale che geografico, con gli ipotetici scontri per l’UFO. In questa operazione le forze armate israeliane utilizzarono per l’appunto quattro aerei Hércules C-130.

L'operazione Entebbe nei titoli di un giornale dell'epoca

E’ chiaro che in questo racconto, come spesso accade, sono stati aggiunti dettagli reali in una storia completamente inventata, che non presenta alcuna prova documentata ed oltretutto proviene da un’unica fonte.
Si può pertanto concludere che l’intera vicenda può benissimo essere liquidata come una bufala.

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