La mappa del creatore

La mappa del creatore è una lastra di pietra trovata nel 1999 nei pressi del villaggio di Chandar nella regione di Nurimanov che dovrebbe ritrarre l'orografia e l'idrografia della regione della Bashkiria, la notizia della sua scoperta è stata diffusa nel 2002. Secondo gli scopritori la mappa è vecchia circa 120 milioni di anni e rappresenta un autentico mistero.
L'autore della scoperta è il professor Alexander Chuvyrov, dottore e professore di Scienze Fisiche e Matematiche alla Bashkir State University.

Alexander Chuvyrov

Nel 1995 il professore ed il suo assistente Huan Hun avevano deciso di studiare l´ipotesi di una possibile migrazione dell´antica popolazione cinese verso i territori della Siberia e degli Urali. Nel corso della spedizione a Bashkiria avevano trovato svariate rocce incise in antico linguaggio cinese che confermavano l´ipotesi dei migranti cinesi. Le iscrizioni, una volta codificate, si è scoperto che contenevano informazioni riguardo scambi, trattative, matrimoni e registrazioni di morte.
Nel corso delle ricerche inoltre erano state trovate negli archivi del governatore generale di Ufa alcune annotazioni risalenti al XVIII secolo che citavano l'esistenza di circa 200 insolite lastre di pietra, situate non lontano dal villaggio di Chandar, nella regione di Nurimanov.
Chuvyrov ed i suoi colleghi avevano ipotizzato che queste lastre fossero connesse con le migrazioni cinesi. Le note negli archivi riportavano anche che nei secoli XVII e XVIII, spedizioni di scienziati russi che esploravano la regione degli Urali avevano studiato 200 lastre bianche con segni e tracciati, mentre all´inizio del XX secolo l´archeologo A. Schmidt aveva visto alcune di queste lastre bianche in Bashkiria.
Questi ultimi elementi avevano spinto gli scienziati ad intraprendere la ricerca ed infatti nel 1998 Chuvyrov, dopo aver formato un gruppo di lavoro con alcuni suoi studenti,  organizzava una spedizione nella zona che però inizialmente non portava ad alcun risultato.
Proprio mentre Chuvyrov stava per abbandonare le ricerche pensando che le lastre fossero solo una leggenda, durante uno dei suoi viaggi a Chandar fu contattato dall´ex direttore del locale Consiglio di Agricoltura, Vladimir Krainov, che, sapendo della ricerca delle lastre di pietra, voleva mostrargli una strana lastra nel suo cortile.
Per inciso, il padre di Krainov aveva ospitato l´archeologo Schmidt per un breve soggiorno.
Riferisce Chuvyrov: "Inizialmente, non presi seriamente questa notizia, ciononostante, decisi di recarmi a vedere. Ricordo il giorno esatto: 21 Luglio 1999. Sotto il cortile della casa, giaceva una lastra con alcune incisioni. Era così pesante che noi due insieme non potemmo sollevarla. Così mi sono recato alla città di Ufa per chiedere aiuto".
Dopo aver dissotterrato la lastra, i ricercatori furono impressionati dalla sua taglia: 148 cm in altezza, 106 di ampiezza e 16 di profondità. Il peso si aggirava intorno ad una tonnellata. Il padrone di casa creò degli speciali rulli di legno grazie ai quali la lastra fu fatta scivolare fuori dal suo fosso. Il ritrovamento fu battezzato "Pietra di Dashka" (in onore della nipotina di Chuvyrov, nata il giorno prima) e la lastra fu trasportata all´Università per ulteriori esami. Dopo che fu ripulita dalla terra, gli scienziati non riuscirono a credere ai loro occhi, dice ancora Chuvyrov: "A prima vista ho capito che non era un semplice pezzo di pietra, ma una vera mappa, e non una semplice mappa, ma a tre dimensioni. Potete vedere voi stessi."
Chuvyrov sostiene che la lastra sia una mappa in rilievo, in scala 1:1,1 km della regione degli Urali, infatti egli sostiene di aver identificato le alture ed il canyon di Ufa ed inoltre i fiumi Belya, Ufimka e Sutolka.
Sempre secondo le sue affermazioni: "Sulla mappa, può essere individuato un gigantesco sistema di irrigazione: in aggiunta ai fiumi, vi sono due sistemi di canali ampi 500 metri, e 12 dighe. Le dighe probabilmente aiutavano a riversare l´acqua su ogni lato, mentre per crearli è stato stimato sia stato mosso più di 1 quadrilione di metri cubi di terra. In confronto con questo sistema di irrigazione, il canale del Volga-Don sembra come un graffio sui rilievi di oggi.
Non lontano dai canali, si notano zone sul terreno a forma di diamante la cui destinazione è sconosciuta. La mappa contiene anche alcune iscrizioni realizzate in un linguaggio geroglifico sillabico di origine sconosciuta che gli scienziati non sono in grado di tradurre."
La struttura della lastra consiste di tre livelli: il primo spesso 14 cm costituito da solidissima dolomite, il secondo costituito da vetro di diopside, la mappa è stata tracciata su questo livello, il terzo livello è spesso 2 mm ed è composto da porcellana di calcio che protegge la mappa da eventuali agenti esterni.
Per quanto riguarda la datazione della lastra sentiamo ancora Chuvyrov: "E´ difficile determinare perfino approssimativamente un´età della lastra... [omissis] ...le investigazioni hanno condotto a risultati differenti e l´età della lastra rimane incerta. Mentre esaminavano la pietra, sono state trovate due conchiglie sulla sua superficie. L´età di una di esse, Navicopsina Munitus della famiglia delle Gyrodeidae, è circa 500 milioni di anni, mentre la seconda, Ecculiomphalus Princeps della sottofamiglia delle Ecculiomphalinae, è di circa 120 milioni di anni. Queste stime sono state accettate come provvisorie. Questa mappa è stata probabilmente creata in un tempo in cui il polo magnetico della terra era situato nell´area in cui si trova attualmente la terra di Francesco Giuseppe, dove esso si trovava esattamente 120 milioni di anni fa... [omissis] ...inizialmente pensavamo che la pietra avesse circa 3000 anni. Da quel momento l´età è andata continuamente aumentando, fino a quando abbiamo identificato le conchiglie incastrate nella pietra."
Sembra infine che la lastra sia stata esaminata anche negli USA, precisamente nel centro di Cartografia Storica in Wisconsin. Secondo gli scienziati americani una mappa tridimensionale di questo tipo potrebbe avere come scopo la navigazione e sarebbe stata realizzata esclusivamente tramite osservazioni aeree.
Ricordiamo infine che la mappa deve il suo nome al fatto che Chuvyrov definisce l´autore della mappa  "il creatore".
Riassumendo, secondo quanto riportato stiamo parlando di una mappa tridimensionale che raffigura una regione degli Urali così come era 120 milioni di anni e che sarebbe stata realizzata con tecniche avanzatissime e sconosciute.

Facciamo ora alcune osservazioni.

Anzitutto non si capisce il motivo per cui un professore universitario di fisica e matematica si dedichi a studiare le migrazioni cinesi nelle zone degli Urali, non dovrebbe essere compito di un antropologo o di un archeologo ?

Esaminando le foto della lastra si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad una lastra piena di crepe, credo che ci voglia davvero una grande dose di fantasia per vederci una mappa che raffiguri anche solamente corsi d'acqua; in ogni caso ho provato anche a visualizzare con google maps la zona di Ufa, e le somiglianze con i rilievi della lastra mi sembrano veramente molto forzate.
Particolare della mappa del creatore Mappa della zona di Ufa estrapolata da Google Maps

Si potrebbe obiettare che la mappa raffigura la zona così com'era 120 milioni di anni fa, tuttavia mi chiedo come abbiano fatto gli scienziati del gruppo di Chuvyrov a ricostruire la morfologia della zona di un passato così remoto in modo tanto dettagliato da poterla confrontare con le "incisioni" della mappa.
In nessuna foto si riescono a vedere in modo chiaro i geroglifici di origine sconosciuta, che credo sarebbero invece molto importanti da mostrare nell'ambito di una scoperta di questo tipo.

Vengono menzionati due fossili: Navicopsina Munitus ed Ecculiomphalus Princeps ho provato a ricercarli sul portale The Paleobiology Database per controllare se esistono realmente: il primo non esiste in quel database, mentre il secondo esiste realmente.
Non sono riuscito a trovare alcun riferimento in merito all'archeologo A. Schmidt.

Non è raro trovare in natura rocce composte da dolomite, diopside e porcellana. Visitando questo indirizzo vediamo che questa combinazione è possibile trovarla nelle dolomie ad alto contenuto di silice, pertanto la struttura a tre strati non è così inusuale come si vuole far credere e, soprattutto, non ha nulla di artificiale.
Sembra che non esista alcun centro di Cartografia Storica in Wisconsin, in realtà esiste il "The History of Cartography Project" che però ha tutt'altra funzione: si occupa infatti della storia della cartografia raccogliendo, commentando e pubblicando mappe provenienti da ogni luogo e da ogni epoca ed in ogni caso non si tratta di un centro ma di un'enciclopedia!
Come si può vedere in questa storia si presentano tante imprecisioni ed incongruenze oltre al fatto oggettivo che la lastra non sembra affatto essere una mappa ma semplicemente una vecchia lastra piena di crepe.

Infine ricordiamo che la notizia è stata diffusa nel 2002 e, ad oggi, non risulta che ci siano novità eclatanti in merito, e non mi sembra neppure che nel frattempo siano stati pubblicati studi accademici sull'argomento con tanto di rilevazioni scientifiche.
In definitiva, allo stato attuale, direi che possiamo tranquillamente affermare che ci troviamo di fronte ad una bufala archeologica.
27/04/13
Post più recente
Previous
This is the last post.

0 commenti: