Con il termine vimana si definiscono oggetti volanti che avrebbero solcato i cieli dell'India migliaia di anni fa e sarebbero descritti in diversi antichissimi testi sanscriti. Secondo questi libri i vimana sarebbero stati in grado di viaggiare nel cielo, nel mare e addirittura nello spazio e sarebbero stati equipaggiati con armi micidiali ed utilizzati nelle guerre tra gli dei descritte dai poemi indiani Ramayana e Mahabharata.
Questi veicoli volanti avrebbero utilizzato una particolare propulsione al mercurio e sarebbero stati pilotati sia dagli dei che da esseri umani adeguatamente addestrati ed esisterebbe addirittura un libro, il Vymanika-Shastra, dove vengono minuziosamente descritti i vari tipi di vimana, il loro funzionamento e le istruzioni per pilotarli, proprio come un moderno manuale di aeronautica.
Per la frequenza delle citazioni e la minuziosità dei particolari sembra che i testi parlino di oggetti realmente esistiti, suddivisi per tipologia e con tanto di manuali tecnici di uso e manutenzione.
Ma le cose stanno esattamente così?
 Cominciamo con il dire che il termine significa letteralmente "luogo del quale sono state prese le misure", il termine in origine era correlato ai palazzi dei sovrani con chiaro riferimento alla complessità della loro costruzione. Successivamente la parola divenne sinonimo di palazzi in generale e per tale ragione venne usato anche per riferirsi ai palazzi delle divinità.
Secondo la mitologia ovviamente i palazzi degli dei si trovavano nei cieli, pertanto i vimana degli dei erano enormi e lussuosi palazzi con giardini, terrazze e scale ed erano in grado di volare. In seguito sia nella mitologia che nella realtà il termine venne gradualmente utilizzato per tutto quanto può volare.
Una dei maggiori indizi circa la reale esistenza di tali oggetti è data dal libro Vymanika-Shastra che contiene passaggi che sembrano descrivere macchinari e tecnologia moderna. In esso vengono descritti i metalli utilizzati per la costruzione dei vimana, le armi con cui sono equipaggiati, si parla di fonti di energia elettrica e di potenza, dei piloti e dell'abbigliamento che hanno bisogno di indossare e addirittura del cibo che devono mangiare. In pratica i manuali di volo dei Vimana ricordano molto da vicino i manuali di volo dei jet moderni.

Vymanika-Shastra

Sarebbe tutto molto suggestivo se non fosse che il Vymanika-Shastra non è esattamente un testo antico vero e proprio ma è stato dettato all'autore, un sedicente medium di nome Pandit Subbaraya Shastry, da uno spirito negli anni tra il 1918 ed il 1923.
Lo spirito che ha dettato il testo ha affermato di essere un antico veggente di nome Bharadvada, che è una figura di primo piano in alcuni scritti antichi, e pertanto questo dovrebbe dare credibilità al testo. Il libro appare pubblicamente per la prima volta nel 1952, pertanto potrebbe benissimo essere stato scritto dopo il 1918.
Già questo fatto da solo basterebbe per chiudere l'intera questione come una bufala a meno che non si voglia credere a medium, channelling ed altre amenità di questo tipo.
Se si vuole guardare questo libro dal punto di vista tecnico risulta evidente che i velivoli descritti in esso sono delle assurdità aeronautiche che non potrebbero assolutamente essere in grado di volare. Il libro infatti è stato analizzato nel 1974 da un team di esperti che alla fine della loro analisi hanno pubblicato un saggio dal titolo "A Critical Study of the Work Vymanika Shastra" dove si afferma che "l'autore (chiunque egli sia) non aveva alcuna conoscenza di fisica, chimica ed elettricità, per non parlare poi di aerodinamica,propulsione, materiali e metallurgia". La conclusione è che "nessuno dei velivoli descritti ha le proprietà o le capacità per poter volare, le geometrie sono incredibilmente inadeguate dal punto di vista aerodinamico, ed i principi di propulsione piuttosto che consentire il volo lo impediscono".
Se poi si passa agli antichi testi vedici reali, il mistero svanisce del tutto: infatti nei libri più antichi, risalenti al 1500 A.C., i vimana non sono neppure menzionati e quando vengono citati per la prima volta hanno le ruote e sono trainati da cavalli, dunque non esattamente spinti da un motore al mercurio.
Vengono raffigurati come oggetti volanti solo intorno al 400 A.C. nel testo Mahabharata, tuttavia anche in questa descrizione non perdono le loro grandi ruote ad indicare la loro derivazione fantastica dai carri reali trainati da cavalli.
In sintesi, le maggiori prove addotte a favore della reale esistenza dei Vimana deriva da un testo falso del ventesimo secolo scritto da un ciarlatano e presentato, per ignoranza o per malafede, come libro antico ed il resto sono solo speculazioni ed interpretazioni ad hoc di quanto riportato nei veri testi sacri indiani. Tutto questo unito al fatto che non è mai stata trovato alcun reperto o comunque alcuna evidenza reale di questi oggetti porta a concludere che i vimana non sono mai esistiti.
19/01/14

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