Anche il Giappone potrebbe avere la sua Atlantide: si tratta delle rovine sommerse scoperte nel 1986 da alcuni sub nelle acque a sud di Yonaguni, l’isola più occidentale del Giappone. Tra queste strutture, poste a 25 metri di profondità, la più notevole è quella che sembra essere una piramide a gradoni che viene comunemente chiamata il “Monumento di Yonaguni”, essa fu individuata casualmente nel 1986 durante un’immersione per documentare gli squali martello, particolarmente diffusi in questa specifica zona del Giappone.

La curiosa formazione, che sembrava un castello o una piramide, attirò l’attenzione di un professore di geologia marina, Masaaki Kimura, che dal momento in cui visitò il sito lo ritenne artificiale e a tutt’oggi si adopera per sostenere la sua tesi.
Egli infatti ha addirittura fondato un’organizzazione dedita a dimostrare che il Monumento Yonaguni  non è una semplice formazione naturale, come sembra dimostrare l’evidenza dei fatti, ma piuttosto una struttura artificiale, costituita da una rete enorme di edifici, castelli, monumenti, uno stadio ed altre strutture, tutte collegate da un elaborato sistema di strade e corsi d’acqua.


A suo tempo la notizia della scoperta del Dr. Kimura fece il giro del mondo ed i media diedero molta eco all’argomento. Misteri della Storia su History Channel produsse un episodio chiamato “Giappone: misteriose piramidi”, Ancient Discoveries un episodio chiamato “Lost Cities of the Deep”, mentre altri documentari inerenti all’argomento furono trasmessi dalla BBC e da Discovery Channel.
Non mancarono anche clamorosi falsi, come  la famosa foto della testa scolpita nella formazione individuata dal Dr. Kimura. Si tratta di una grande roccia tondeggiante, con due depressioni in una posizione vicina a dove dovrebbero trovarsi gli occhi, ma data la sua approssimazione lo stesso Kimura non ha la pretesa di identificarla come totalmente artificiale: egli infatti sostiene che solo gli occhi sono artificiali mentre il resto della roccia è naturale. Tuttavia, c’è una fotografia completamente diversa su Internet che mostra tre subacquei intorno ad una testa di pietra enorme che sembra essere avere un copricapo piumato. Ovviamente è un falso ma molti internauti cadono ancora nell’inganno.



E’ importante evidenziare che la teoria sulle strutture artificiali di Kimura ha ben pochi sostenitori tra archeologi e scienziati e ancora meno consenso tra gli esperti di archeologia alternativa come lui. Tra questi spicca il Dr. Robert Schoch, geologo presso la Boston University, conosciuto per il suo lavoro sulla retrodatazione della Sfinge e della Grande Piramide in base all’erosione degli agenti atmosferici.
Dopo aver studiato le strutture di Yonaguni ha osservato che:  “Per quanto ho potuto verificare, la struttura è composta interamente da un unico solido blocco. Nessuna parte del monumento è costituita da blocchi di roccia separati e disposti secondo un determinato criterio. Questo è un punto fondamentale: infatti l’esistenza di blocchi di roccia disposti in un certo ordine sarebbero la prova definitiva dell’origine artificiale della struttura, tuttavia non sono riuscito a trovare alcuna prova del genere.
Le rocce che ho studiato  contengono numerosi piani di stratificazione paralleli e ben definiti ed inoltre sono attraversate da numerose linee di frattura verticali.
Yonaguni si trova in una regione sismica e sappiamo che i terremoti tendono a fratturare le rocce in modo regolare.  Se si confrontano gli effetti della normale erosione, molto regolare, degli agenti atmosferici sulle rocce più recenti della costa dell’isola con le caratteristiche strutturali del Monumento di Yonaguni, si ha la certezza che esso sia principalmente il risultato di processi geologici naturali e della geomorfologia del luogo. Infine sulla superficie ho trovato anche depressioni e cavità che formano buchi naturali nella roccia simili a quelli che alcuni ricercatori hanno notato sulle strutture sottomarine di Yonaguni “.



Il Giappone si trova in una regione di grande instabilità tettonica, il cosiddetto Anello di fuoco del Pacifico e l’isola si trova proprio accanto alla convergenza tra la placca pacifica e la placca del Mare delle Filippine. Questo ha fatto sì che si creino particolari strutture naturali rocciose.
Patrick D. Nunn , professore di Geoscienze presso la University of the South Pacific , ha studiato queste strutture e rileva che le formazioni sottomarine di Yonaguni sono rocce di ardesia come le Sanninudai di superficie (rocce stratificate di forma piatta o squadrata) , modellate esclusivamente da processi naturali.  Per quanto riguarda le strutture sommerse conclude  che “non c’è ragione di supporre che esse siano artificiali”. Altri esempi di formazioni naturali con facce piane e taglienti e spigoli rettilinei sono le colonne di basalto del Selciato del gigante in Irlanda e la scala naturale del Monte Old Rag in Virginia, negli Stati Uniti.



Va infine sottolineato come negli ultimi anni, il dottor Kimura ha riconosciuto che la struttura di base del monumento è probabilmente naturale, ma afferma che fu comunque “abitato” dagli esseri umani. Il geologo giapponese in un primo momento ha stimato che questa popolazione doveva risalire ad almeno 10.000 anni fa (8.000 a.C.), ma in un rapporto del Pacific Science Congress nel 2007, Kimura stesso ha rivisto questa stima e datato a 2.000 o 3.000 anni fa lo stanziamento.
Anche questa teoria però è stata smentita, poiché Yonaguni è una delle isole Ryukyu, e la prima prova archeologica della presenza dell’uomo risale al 300 a.C., inoltre studi genetici hanno dimostrato che i primi abitanti delle Ryukyu migrarono verso sud dal Giappone e non da Taiwan da dove provengono invece le popolazioni più antiche.

Fonte: Mistero Risolto
16/12/14

1 commenti:

Andrea Graziano ha detto...

http://www.guardalo.org/une-sirene-mermaid-filmee-29786/7643/