Per UFO nazisti (in tedesco Haunebu, Hauneburg-Geräte o Reichsflugscheiben ovvero dischi volanti del Reich), a volte denominati anche V-7, si intendono i presunti dischi volanti che sarebbero stati progettati e realizzati dai Tedeschi sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Secondo alcune voci, questi prototipi in seguito sarebbero stati sviluppati sino a diventare vere e proprie astronavi interplanetarie.
A partire dall'inizio, ma soprattutto verso gli ultimi anni della seconda guerra mondiale, i servizi segreti alleati ricevettero una grande quantità di segnalazioni frammentarie, per lo più voci, relative a nuove e fantastiche armi in corso di sviluppo da parte dei Tedeschi. Una parte di esse si riferiva al reale sviluppo delle V-1 e V-2 o di altri ordigni, ma molte altre parlavano di mirabolanti armamenti che spesso sconfinavano nella fantascienza (missili giganteschi, bombe distruttrici di vario tipo ed effetto, gas micidiali, raggi della morte, etc...) e delle quali non è mai stata trovata alcuna traccia nei documenti ufficiali nazisti acquisiti dagli alleati alla fine delle ostilità.
Tra il 1944 e la primavera del 1945 un certo numero di piloti alleati in volo sui cieli europei (con minore frequenza sui cieli dell'oceano Pacifico, nella guerra contro il Giappone) riferì di avere osservato strane luci notturne che sembravano seguire gli aerei pur non mostrando mai una attività ostile. Tra il 2 e l'11 gennaio 1945 moltissimi quotidiani americani riportarono la notizia (basata su un dispaccio di agenzia lanciato da un reporter al seguito delle truppe americane) di avvistamenti di "Foo Fighters", soprannome dato a queste misteriose "palle di cristallo" e luci, ritenute una nuova arma tedesca. La maggior parte degli avvistamenti, avvenuti in condizioni di grande stress emotivo da parte dei testimoni, trovò spiegazione con l'osservazione di Venere o di altri fenomeni conosciuti. Sembra che in uno o più casi gli equipaggi dei bombardieri abbiano sparato verso tali luci.

I "foo fighters" o "palle di cristallo"

Sin dai giorni successivi alla cessazione della guerra sul fronte europeo e fin quasi alla fine degli anni quaranta la stampa riportò assai spesso notizie relative alla scoperta di progetti tedeschi di nuove armi segrete, soprattutto missili ed aerei a reazione, di concezione avanzatissima. Furono pubblicate anche notizie, sempre presentate con una certa aura di mistero, su armi che sembravano uscire dai fumetti di fantascienza: bombe congelanti, gas paralizzanti, raggi della morte, aerei in grado di volare a 10.000 miglia all'ora, enormi satelliti artificiali dotati di specchi per incenerire il nemico e così via. Tra gli altri, nel 1947 il giornalista italiano Luigi Romersa riferì, sul settimanale "Oggi", di essere stato testimone, nell'ottobre 1944 sull'isola baltica di Ruegen, di un misterioso esperimento: l'esplosione di una fantomatica "bomba disgregatrice" assai simile negli effetti ad una bomba atomica tattica.
Il 1947 fu l'anno della prima grande ondata di avvistamenti UFO negli Stati Uniti, a tale proposito il quotidiano canadese "La Patrie" del 12 luglio annunciò una relazione diretta tra i misteriosi dischi volanti ed altrettanto misteriose armi segrete naziste. Secondo un informatore anonimo, durante l'offensiva tedesca delle Ardenne del dicembre 1944 le truppe alleate avrebbero osservato degli strani proiettili, specie di "globi radianti" che passavano di tanto in tanto sul loro zenith. L'informatore ricordava che si era parlato molto di questo episodio per due o tre giorni, ma poi la censura alleata aveva messo a tacere tutto. L'anonima fonte dell'articolo era convinta che gli alleati avessero ritrovato dei proiettili inesplosi al suolo, o comunque dei loro frammenti, sufficienti per studiarli. Grazie alla collaborazione di scienziati tedeschi trasferiti negli USA e in Canada l'esercito americano era riuscito a ricostruire tali proiettili e quindi a lanciare i "globi radianti" sulle aree nordamericane dove erano poi stati avvistati i dischi volanti.


Ai primi di novembre del 1948 in Brasile apparve un personaggio attraverso cui, per la prima volta, la stampa presentava una storia sufficientemente strutturata di un inventore che dichiarava di avere costruito, o partecipato alla costruzione, di un "disco volante". L'ex capo di una rete di spie naziste in Sud America era rinchiuso in un carcere brasiliano con una condanna a 30 anni per spionaggio e, chiaramente, offriva le sue pretese conoscenze in cambio della sua libertà. Nils Christian Christensen (un nome di copertura) fu a lungo intervistato dal quotidiano di Rio De Janeiro "Diario de Noticias", che gli dedicò ben venti diversi articoli, pubblicati tra il 7 dicembre 1948 ed il 27 gennaio 1949, che descrivevano la sua vita e le sue avventure. Il 5 novembre il quotidiano serale "Diario Da Noite", conosciuto per il suo approccio sensazionalistico, aveva pubblicato per la prima volta le sue dichiarazioni, con cui affermava di avere sviluppato un disco volante durante la guerra, sotto il comando degli ingegneri Werner e Wichmann. Era guidato via radio ed era destinato a fotografare i territori nemici ed a funzionare come arma antiaerea. Un esemplare in scala ridotta del disco sarebbe stato sperimentato con successo nel gennaio del 1941, tre mesi prima della sua partenza per il Brasile.Il velivolo era composto da tre sezioni fatte di alluminio e ruotava su se stesso, usando petrolio come combustibile. Christensen era disposto a costruire per il governo brasiliano una di quelle aeronavi di 20 o 30 metri di diametro, in appena 90 giorni e con un costo di 400 mila cruzeiro. Secondo lui, la sua invenzione sarebbe stata l'unica capace di "annullare l'azione della bomba atomica, ad una velocità di mille chilometri senza rifornimento in volo e per un massimo di 30 ore". 
In seguito, nel 1952, alcuni quotidiani pubblicarono nuovamente le sue dichiarazioni, ma il generale Fiúza de Castro, capo di stato maggiore dell'esercito, negò che avesse ricevuto alcuni tipo di progetto da parte di Christensen, definendo l'intera storia come una pura fantasia. 


A partire dalla metà del marzo 1950 in Italia ed in altre nazioni europee ed americane si verificò una grande ondata di avvistamenti UFO (ancora non ben quantificata), la prima di tale portata a livello planetario. In questo clima di rinnovato interesse per i dischi volanti nacquero altre storie di inventori ed invenzioni tedesche legate ai dischi volanti.
Parecchi quotidiani americani tra il 10 ed il 12 marzo 1950 riportarono che il principe Otto d'Asburgo aveva affermato, in una conferenza anticomunista tenuta a Salem il giorno 9, che i dischi volanti erano dei velivoli russi in missione di rilevamento geografico. Secondo le sue dichiarazioni, alla fine della guerra i Russi avrebbero acquisito dai Tedeschi nove diverse armi della serie "V", due delle quali erano state poi completamente sviluppate. Una di esse, grazie all'aiuto di scienziati tedeschi, avrebbe poi dato origine ai dischi volanti osservati sopra gli Stati Uniti. Il concetto di altre super-armi segrete, oltre alle conosciute V-1 e V-2, solitamente fino alla numero otto, sarà presente sulla stampa italiana (sempre in relazione a storie di "dischi tedeschi") tra il 1950 ed il 1952, indicando nella V-8 i dischi volanti. Nella primavera del 1952, invece, un fondamentale articolo francese associava i dischi alla sigla "V-7", che, da quel momento, diventerà praticamente sinonimo di disco volante tedesco. In realtà già nel 1946 il settimanale italiano "Il Pubblico", poi ripreso nel 1948 da "So Tutto", aveva presentato un elenco di otto fantastiche armi "V" nell'ambito delle discutibili dichiarazioni di un ufficiale nazista. Ovviamente, all'epoca tra di esse non compariva alcun "disco volante".
Il 7 giugno 1952 il quotidiano parigino "France-Soir" pubblicò una delle storie fondamentali delle leggende dei dischi volanti tedeschi: un certo ingegnere tedesco di nome Richard Miethe affermava di avere lavorato al progetto di un "elicottero circolare" supersonico che sarebbe stato sperimentato nel 1944 sui cieli del mar Baltico. Miethe, che si sarebbe rifugiato a Tel Aviv dopo essere stato espulso dall'Egitto insieme ad un gruppo di scienziati missilistici tedeschi, affermava che tale arma era contraddistinta dalla sigla "V-7". Tale denominazione, da quel momento, sarebbe diventata quasi sinonimo di "disco volante tedesco", anche se in nessun testo storico od opera documentata sui progetti innovativi tedeschi esiste alcuna evidenza della sua esistenza. Il velivolo descritto da Miethe appariva piuttosto inverosimile, simile ad un "disco olimpionico", con un diametro di 42 metri ed addirittura dotato di 12 turbine a reazione collocate lungo un anello metallico che ruotava attorno ad una struttura centrale.

Una ricostruzione del disco di Miethe

Il 14 giugno "France-Soir" pubblicò un secondo articolo, in cui venivano forniti ulteriori dati e dettagli tecnici sulla macchina volante descritta da Miethe. Tra l'altro la cabina centrale pressurizzata avrebbe potuto ospitare tre membri d'equipaggio, ma il velivolo poteva essere anche guidato via radio o radar. Secondo il quotidiano, tre giorni dopo l'uscita del primo articolo l'uomo  sarebbe stato invitato da una grande azienda americana a recarsi negli Stati Uniti per riprodurre la sua invenzione (notizia riportata il 14 giugno anche dal quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung"). Certo è che Miethe non è una figura storicamente accertata in alcun modo, se non per la sua citazione negli articoli di stampa dell'epoca: una ulteriore fotografia presentata in un libro dell'inglese Tim Matthews (pseudonimo di Tim Hepple) pretendeva di riprendere Miethe nel 1933, insieme ad altri giovani esperti tedeschi di missilistica, tra cui Werner von Braun. Nessun resoconto storico o biografico su von Braun fa riferimento ad alcun personaggio di nome Miethe.

Il disegno originale del disco di Klein

Nella primavera del 1953 il quotidiano "Welt am Sonntag", pubblicò una intervista a George Klein (che nella successiva pubblicistica legata ai "dischi nazisti" assunse svariati ed improbabili titoli e qualifiche, tra cui quello di collaboratore del ministro degli armamenti Albert Speer: in pratica il racconto romanzato nella serie di articoli precedentemente descritta diventava realtà). Egli avrebbe visto il volo di prova di un disco il 14 febbraio 1945: in tre minuti sarebbe salito fino a 12.400 metri. Il velivolo avrebbe avuto una velocità di 2.200 Km/h, resistendo al calore prodotto grazie alla costruzione con speciali leghe metalliche. Sarebbe stato "guidato da raggi" e stabilizzato in volo tramite l'uso di giroscopi. Klein riprendeva le notizie diffuse dalla stampa nei due anni precedenti e le faceva proprie, arricchendole ulteriormente.

George Klein a destra durante un'intervista

Le dichiarazioni di Klein inducevano a pensare ad un vero e proprio programma di sviluppo in grande stile e dotato di mezzi considerevoli, sia finanziari che umani. Le affermazioni della maggior parte degli altri inventori di dischi, al contrario, sembravano essere legate ad attività quasi artigianali e legate ad un singolo personaggio ed all'aiuto di pochi collaboratori (quasi una riedizione della popolare figura del geniale inventore, in questo caso ancora più geniale perchè ammantato dalla tenebrosa e malvagia scienza nazista). Ma un programma di tali dimensioni e finalità avrebbe dovuto generare, nonostante la segretezza, una qualsiasi minima traccia e documentazione storica: nulla è stato fin'ora trovato in merito. L'argomento è sempre stato di forte fascinazione ed impatto emotivo, capace di suscitare la curiosità, se non l'interesse, di molte persone. Questo è uno dei motivi per cui storie inventate e falsi opportunistici hanno probabilmente costellato quella che può essere definita come la "leggenda degli UFO nazisti" fin dalla sua nascita, ma ancora di più a partire dai filoni definibili "fantascientifici" nati nei primi anni ottanta del secolo scorso e che hanno dato origine ad una ricca produzione di documentari, libri e pubblicazioni varie infarcite di astronavi naziste lanciate verso Marte e, addirittura, la stella Aldebaran, super armi e fantastiche tecnologie, antigravità, energie misteriose ed addirittura viaggi nel tempo. Uno scherzo, per esempio, fu pubblicato in Germania il 1 aprile 1972 (!) sulla rivista aziendale "Vereinigten Flugtechnischen Werker-Fokker GmbH": un disco volante, di cui venivano presentate tre foto, era stato inventato dalla società aeronautica Fokker! In realtà si trattava di un modellino creato artigianalmente, la cui immagine fu ripresa negli anni novanta anche da alcune pubblicazioni americane, spacciandolo per un "vero" disco volante tedesco della seconda guerra mondiale.


Il tedesco Andrea Epp fu un figura piuttosto importante nelle leggende dei dischi nazisti. Il 24 aprile 1958 depositò il brevetto per un progetto di disco volante, culmine (a suo dire) di studi durati sedici anni e nelle settimane successive moltissimi organi di informazione europei parlarono di questo "disco terrestre": da allora cominciò ad apparire ripetutamente, nei successivi trent'anni, su numerosi quotidiani e riviste, stampa italiana inclusa. Più avanti Epp riprese anch'egli storie e personaggi degli anni precedenti, fondendo il tutto con un proprio ruolo attivo e modificando profondamente le sue dichiarazioni iniziali, rendendo il tutto ancora meno credibile. Ulteriori dubbi derivano dal fatto che sia le dichiarazioni attribuite a Epp che le informazioni su di lui offerte da varie fonti sono spesso confuse e tra loro contraddittorie. Alcune pubblicazioni dedicate a lui e, più in generale, ai "dischi nazisti", indicano proprio in Epp il progettista di tutti i velivoli che sarebbero poi stati sviluppati dagli altri personaggi della saga dei dischi tedeschi degli anni cinquanta, proseguendo nel solco delle affermazioni fantasiose e prive di qualsiasi supporto storico.

Disegno del disco di Andreas Epp

Dopo gli anni cinquanta la comparsa di inventori tedeschi divenne sempre più rara: solo Andreas Epp continuò a comparire regolarmente sulla scena, fino alla sua morte avvenuta nel 1997. Verso la fine degli anni settanta, lo scrittore francese Philippe Aziz (le cui fonti sono state ritenute da molti ricercatori poco o per nulla affidabili) menzionò in un suo libro, senza alcun riferimento bibliografico, una strana storia. Verso la fine della guerra Himmler avrebbe fatto stampare e lanciare sopra le demoralizzate linee tedesche una grande quantità di volantini in cui si riferiva della visione di un "pastore svedese", in cui comparivano dei grandi velivoli rotondi, senza equipaggio, che lanciavano fuoco contro le città nemiche ed emettevano attorno a sè un "raggio della morte".  Il 2 maggio 1980 la "Neue Presse" di Augsburg presentò le dichiarazioni del settantaseienne Heinrich Fleißner, secondo cui lui era stato il consulente tecnico per lo sviluppo di un velivolo discoidale capace di volare a 3.000 km/h nell'atmosfera ed a 10.000 km/h al di fuori di essa. Il disco sarebbe stato sviluppato a Peenemünde, ma i suoi componenti venivano assemblati in diverse località sotto il più stretto segreto. Il 24 aprile 1945 una squadriglia di quattro dischi, ognuno dei quali aveva due piloti, sarebbe decollata da un aeroporto di Berlino per una destinazione sconosciuta. I dischi avevano dei serbatoi rotondi, separati, di idrogeno ed ossigeno. Erano dotati di jets che facevano ruotare, "silenziosamente", la parte esterna, mentre i piloti eranno alloggiati in una cupola centrale trasparente e fissa. Il loro diametro era di dieci metri ed avevano delle zampe di atterraggio per potersi posare ovunque, anche sull'acqua, grazie a dei cuscini gonfiabili collocati alle estremità delle zampe stesse. Alla fine della guerra i progetti furono distrutti dai Tedeschi e solo alcuni disegni di poca utilità caddero nelle mani dei Russi. Secondo Fleißner i dischi volanti erano i discendenti di quegli apparecchi, per il quale lui stesso presentò una domanda di brevetto nel 1955.


Da notare che la rappresentazione dei dischi tedeschi con improbabili motori a reazione collocati in vario modo alla loro periferia deriva probabilmente da alcune situazioni dell'epoca. I motori a reazione erano la soluzione propulsiva più avanzata del momento ed erano associati direttamente alle meraviglie tecnologiche delle armi segrete tedesche, logico quindi che venissero usati anche in relazione a questa nuova, ulteriore, meraviglia. La forma discoidale del velivolo ed il movimento rotatorio ad esso associato determinavano la disposizione dei motori in modo da imprimere tale movimento. Ma gli "inventori" dei dischi non proposero mai nulla di nuovo.
L'idea di fondo che i Nazisti possedessero tecnologie molto più avanzate del resto del mondo, quasi con connotati "magici" o comunque particolarmente rivoluzionari, è stata ripresa ed ampliata da un gran numero di romanzi, fumetti, documentari e film.
L'idea dello scienziato pazzo nazista o, più in generale, della scienza maledetta nazista è ala base di un gran numero di produzioni che hanno cominciato ad apparire dai primissimi anni del secondo dopoguerra, diffondendola sempre di più e costituendo una base di riferimento più o meno indiretta per le storie degli inventori di dischi tedeschi. Questi ultimi, a loro volta, hanno ispirato altre produzioni letterarie e filmiche, creando uno scambio che continua tutt'oggi tra finzione e storie presentate come autentiche. L'idea dello scienziato pazzo e l'ispirazione per una grande quantità di romanzi che fanno riferimento ad una qualche mirabolante tecnologia nazista deriva dalla mitologia creatasi a partire dalla fine del 1944 sui progressi tedeschi nel campo degli armamenti e, più in generale, della ricerca scientifica. Tale mitologia, probabilmente fondata e sviluppata sulla forte fascinazione del male nazista, deriva dalla combinazione di un substrato di fatti storicamente accertati (che ha costituito una base di riferimento comunemente accettata ed in grado di rendere possibile o "accettabile" anche altro) e di molte fantasie, create e divulgate nel corso del tempo per vari motivi.

15/04/16

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