Il sistema extrasolare Trappist-1

La notizia è ufficiale ed è anche di quelle epocali: Trappist-1, una stella nana rossa ultrafredda distante circa 39 anni luce, è circondata da ben sette pianeti di dimensioni paragonabili a quelle terrestri, alcuni dei quali potrebbero essere simili al nostro anche per composizione e per la presenza di un'atmosfera e di acqua allo stato liquido. Infatti sei di essi si trovano nella cosiddetta zona temperata, cioè in orbite tali che le temperature superficiali siano comprese tra 0 e 100 gradi Celsius.
La scoperta inoltre suggerisce che nella nostra galassia questo tipo di sistema potrebbe essere molto comune, data l'elevata presenza di stelle dello stesso tipo di Trappist-1.

Trappist-1 paragonata al Sole

Questo studio è frutto della collaborazione di un team internazionale, guidato da Michaël Gillon dell'Istituto di ricerca Space Sciences, Technologies and Astrophysics Research in Belgio, ed è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature.
I dati raccolti indicano che i sei pianeti interni hanno masse simili a quella della Terra e probabilmente hanno una composizione rocciosa, tra questi, quelli intermedi potrebbero avere un'atmosfera di tipo terrestre e acqua liquida sulla loro superficie.

Rappresentazione immaginaria del sistema extrasolare Trappist-1

Nel 2010, Gillon e colleghi hanno iniziato a monitorare le stelle più piccole  vicine al Sole con il telescopio robotizzato da 60 centimetri di diametro denominato TRAPPIST (the Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope) dell'European Southern Observatory (ESO) di La Silla in Cile.
Nel maggio 2016 hanno dichiarato di aver scoperto tre esopianeti in orbita intorno ad una stella nana rossa ultrafredda, che hanno chiamato Trappist-1 ed è situata a circa 39 anni luce dal nostro Sole.
In seguito il gruppo di scienziati ha approfondito le osservazioni con telescopi terrestri e con un monitoraggio continuo di 20 giorni eseguito con il telescopio spaziale Spitzer della NASA. Da questo lavoro sono risultati 34 transiti documentati, attribuiti a ben sette pianeti.

I pianeti che orbitano intorno a Trappist-1 paragonati con i pianeti rocciosi del nostro sistema solare

Dalle ricerche è emerso inoltre che il sistema di Trappist-1 è estremamente compatto, piatto e ordinato. I sei pianeti interni hanno periodi orbitali tra 1,5 e 13 giorni e sono tutti quasi risonanti, aggettivo che sta ad indicare che nello stesso tempo in cui il pianeta più interno compie otto rivoluzioni, il secondo, il terzo e il quarto pianeta ne compiono cinque, tre e due, rispettivamente.
Questo schema fa sì che vi siano mutue influenze gravitazionali, che si manifestano in lievi variazioni nei tempi di transito osservati, che gli autori hanno utilizzato per stimare le masse planetarie.

Trappist-1 con i suoi pianeti

Ed infatti i dati più interessanti riguardano proprio le dimensioni dei pianeti, unitamente alla loro possibile composizione ed al loro clima. L'analisi dei dati mostra che cinque di essi, b, c, e, f e g, secondo la sigle attribuite dagli scienziati, cioè il primo, secondo, terzo, quinto e sesto hanno dimensioni simili a quelle terrestri, mentre g e h, il quarto e il settimo, hanno dimensioni intermedie tra quelle della Terra e quelle di Marte. 
Nota: non si capisce perché gli studiosi non abbiano fatto partire la nomenclatura dalla a come ci si aspetterebbe.
Per i sei pianeti più interni, le dimensioni stimate fanno ipotizzare che si tratti di pianeti rocciosi.
Utilizzando un semplice modello climatico e considerando la temperatura di Trappist-1, si è ipotizzato inoltre che e, f e g, cioè il quarto, il quinto e il sesto, potrebbero avere un'atmosfera di tipo terrestre e persino un oceano liquido. Per i tre pianeti più interni invece si suppone che l'eventuale acqua allo stato liquido sia completamente evaporata a causa di un intenso effetto serra.

23/02/17

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